Come funzionano i ripartitori di calore nei condomini?

11 Ottobre 2021 | News, Normativa e incentivi, Sistemi di contabilizzazione

Se ti stai chiedendo come funzionano i ripartitori di calore hai trovato l’articolo giusto. In questo blog abbiamo parlato altre volte dei sistemi di contabilizzazione del calore, qui approfondiremo più da vicino l’aspetto della ripartizione del calore negli impianti centralizzati.

 

Ripartitori di calore e impianti centralizzati

Prima di capire come funzionano i ripartitori di calore è bene fare una brevissima premessa sui sistemi di contabilizzazione. Da qualche anno in Italia, la normativa vigente in materia (Dlgs 102/14 modificato dal più recente Dlgs 73/20) ha introdotto l’obbligo di ripartizione delle spese per il consumo di calore, raffreddamento o acqua calda sanitaria negli edifici e condomini serviti da sistemi di generazione (come ad esempio la caldaia o pompa di calore) centralizzati, in base ai consumi effettivi di ciascuna unità abitativa. 

In alcuni impianti centralizzati è possibile installare dei contatori individuali di energia termica (CET) che consentono ai singoli condomini di determinare direttamente il consumo di energia volontario, che viene espresso in kWh. Questo sistema viene definito “contabilizzazione diretta”. In tutti quei casi in cui per ragioni tecniche non è fattibile, o non è efficiente in termini di costi, l’installazione di contatori individuali si dovrà ricorrere ai sistemi di “contabilizzazione indiretta”, ovvero sistemi che permettono di conteggiare la ripartizione dell’energia tra le unità immobiliari attraverso un contatore di energia termica posizionato all’uscita della caldaia centralizzata e una serie di ripartitori di calore installati sui singoli corpi radianti.  

 

Come sono fatti e come funzionano

Il ripartitore di calore è un sistema di misura costituito da un dispositivo che viene installato sul corpo scaldante (per esempio il radiatore), di solito in posizione centrale e a ¾ dell’altezza, che fornisce una lettura non direttamente in unità energetica (ad esempio in kWh come fa il contatore) ma proporzionale all’energia totale consumata. 

Detto altrimenti, i dati riportati dal ripartitore non sono quelli del consumo effettivo ma si riferiscono ad un valore funzionale alla misurazione dei consumi del singolo radiatore in rapporto proporzionale al consumo di riscaldamento totale del condominio. Questo valore viene calcolato attraverso algoritmi matematici che tengono in considerazione diversi parametri come la differenza di temperatura tra la superficie del corpo scaldante e l’ambiente, la tipologia e la potenza del radiatore su cui il ripartitore viene installato.  

I ripartitori di calore più moderni, come quelli Siemens, sono composti generalmente da: 

  • un modulo di calcolo e trasmissione dei dati; 
  • due sensori di temperatura (uno per la temperatura del corpo scaldante e l’altro per quella ambiente); 
  • un display 
  • una piastra metallica di fissaggio e accoppiamento termico.

In particolare, i ripartitori di calore WHE5 a marchio Siemens sono disponibili in due modalità di lettura: tramite una lettura wireless walk-by a distanza o tramite una lettura wireless a distanza o da remoto con antenne. Tutti i ripartitori visualizzano i dati di consumo comodamente sul display. 

I ripartitori di calore possono essere utilizzati unicamente negli impianti termici centralizzati, a distribuzione orizzontale o verticale, provvisti di radiatori o termoconvettori. La contabilizzazione indiretta dell’energia termica prevede, in questo caso, l’installazione di un ripartitore e anche di una valvola termostatica. 

Per un’efficienza energetica migliore, è buona prassi sostituire i ripartitori di calore ogni 10 anni circa. Questi sono infatti provvisti di una batteria al litio che ha una durata di più o meno un decennio, termine oltre il quale la trasmissione dei dati potrebbe non essere più precisa ed affidabile. 

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