Definire il piano di controllo F-GAS di un impianto è una delle valutazioni che il progettista termotecnico affronta ogni volta che sceglie un gruppo frigorifero o una pompa di calore. La frequenza dei controlli di tenuta dipende dalle caratteristiche precise della macchina, in particolare dalla quantità e dal tipo di refrigerante che contiene. Per rendere concreto il ragionamento, in questo articolo partiamo da un impianto reale tra quelli seguiti da Sester e ne ricostruiamo, passo dopo passo, gli obblighi F-GAS. Un approccio che mostra come la normativa si traduca in scelte tecniche verificabili.
Come abbiamo determinato il tipo di controllo F-GAS per un impianto di refrigerazione industriale
L’impianto che prendiamo come riferimento serve un’azienda produttrice di articoli elettronici in provincia di Trento. Il cuore del sistema è un gruppo frigorifero Aermec da 42 kW, contenente 12,3 kg di refrigerante R407C, al quale sono collegati venti ventilconvettori per la distribuzione negli ambienti di lavoro. È una configurazione tipica del terziario produttivo: una macchina di media potenza con una carica di refrigerante significativa, chiamata a lavorare con continuità.
Da questi due dati, la carica di refrigerante e il tipo di gas impiegato, discende l’intero regime di controlli F-GAS a cui l’impianto è soggetto. Vediamo come si arriva a determinarlo.
Come si calcola la soglia: le tonnellate di CO2 equivalente
Il parametro che governa gli obblighi di controllo non è il peso del refrigerante in sé, ma il suo impatto climatico, espresso in tonnellate di CO2 equivalente. Questo valore si ricava dalla combinazione di due fattori: la quantità di gas contenuta nella macchina, in chilogrammi, e il potenziale di riscaldamento globale del refrigerante impiegato, il cosiddetto GWP. A parità di carica, un gas più impattante raggiunge prima le soglie fissate dalla legge.
In base al valore di CO2 equivalente così ottenuto, la normativa individua tre fasce, con frequenze crescenti al crescere dell’impatto:
- controllo annuale per apparecchiature con almeno 5 tonnellate di CO2 equivalente;
- controllo semestrale sopra le 50 tonnellate di CO2 equivalente;
- controllo trimestrale oltre le 500 tonnellate di CO2 equivalente.
Nel caso del nostro impianto, la combinazione tra la quantità di R407C contenuta e l’impatto di questo gas colloca il gruppo frigorifero nella prima fascia: il controllo delle perdite va quindi eseguito con cadenza annuale. Vale la pena ricordare che, se la macchina fosse dotata di un sistema fisso di rilevamento delle perdite, la frequenza di ogni fascia si dimezzerebbe: un accorgimento che sugli impianti di taglia maggiore incide concretamente sugli oneri gestionali.
L’effetto del GWP sulla scelta progettuale
Poiché la soglia dipende anche dal GWP, la scelta del refrigerante non incide solo sulle prestazioni e sulla conformità al phase-down europeo, ma anche sul regime di manutenzione futuro dell’impianto. A parità di carica, un refrigerante a GWP più basso può collocare la stessa macchina in una fascia di controllo meno frequente, o addirittura sotto la soglia dei controlli obbligatori.
È una leva progettuale reale, coerente peraltro con la direzione imposta dal Regolamento (UE) 2024/573, che spinge con decisione verso i refrigeranti a minore impatto. Tenerne conto in fase di dimensionamento significa consegnare al committente un impianto non solo efficiente, ma anche più semplice e meno oneroso da gestire nel tempo.
Il piano di controlli completo dell’impianto, non solo F-GAS
Tornando all’azienda del nostro esempio, il controllo F-GAS annuale è solo una delle voci di un programma di manutenzione più ampio, calibrato sulle caratteristiche effettive dell’impianto. Sul gruppo frigorifero Aermec, Sester esegue ogni anno il controllo F-GAS con la relativa dichiarazione sulla Banca Dati F-GAS e il controllo di efficienza energetica con registrazione sul sistema informativo provinciale. A questi si affiancano il cambio stagionale, con accensione e spegnimento del gruppo frigorifero due volte l’anno, e la pulizia annuale dei filtri dei venti ventilconvettori.
Il valore di questo approccio sta nella coerenza tra obblighi di legge e attività gestionali: ogni intervento discende dalle caratteristiche reali della macchina. È la stessa logica che un progettista attento applica già in fase di dimensionamento, quando sceglie non solo la macchina più adatta ma anche la configurazione che ne renderà più semplice la gestione.
Progettare avendo in mente anche la gestione
Determinare correttamente gli obblighi F-GAS di un impianto significa padroneggiare il legame tra carica, GWP e frequenza dei controlli, e saperlo tradurre in scelte progettuali consapevoli. Un ragionamento che parte dal progetto e accompagna l’impianto per tutta la sua vita utile.
Contatta Sester per una consulenza tecnica e verifica insieme ai nostri tecnici certificati gli obblighi F-GAS e il piano di manutenzione più adatto ai tuoi progetti.
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