Nuova normativa F Gas: oltre gli adempimenti

27 Aprile 2026 | News, Normativa e incentivi

La nuova normativa F-Gas 2024 ha introdotto un quadro più severo per l’uso dei gas fluorurati nel settore HVAC. Il riferimento principale è il Regolamento (UE) 2024/573, adottato il 7 febbraio 2024 e applicabile dall’11 marzo 2024, che ha sostituito il precedente regolamento europeo del 2014. La norma riguarda sia i gas fluorurati elencati negli allegati sia i prodotti e le apparecchiature che li contengono o il cui funzionamento dipende da questi gas.

Cosa sono gli F-Gas

Gli F-Gas, o gas fluorurati a effetto serra, sono gas di origine sintetica utilizzati in molti impianti di refrigerazione, climatizzazione e pompe di calore. Tra questi, gli HFC rappresentano circa il 90% di tutti gli F-Gas. Il problema principale è il loro impatto climatico: quando vengono dispersi in atmosfera possono contribuire in modo significativo al riscaldamento globale, in funzione del loro GWP, cioè il Global Warming Potential, il parametro che misura quanto un gas incide sul clima rispetto alla CO₂.

Perché l’Europa ha cambiato le regole

L’obiettivo del nuovo regolamento è accelerare la riduzione degli HFC e accompagnare il mercato verso refrigeranti a minor impatto. La Commissione europea spiega che il nuovo sistema rende più rapida la diminuzione degli HFC e punta alla loro cessazione nell’Unione europea entro il 2050. In un documento ufficiale del 2024, la Commissione indica anche che l’uso degli HFC dovrà ridursi di circa il 95% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2015. Non si tratta quindi di una correzione marginale, ma di un cambio di direzione molto netto per tutto il settore HVAC.

Cosa cambia davvero con la nuova normativa F-Gas 2024

Il primo cambiamento importante riguarda le quantità di HFC che possono essere immesse sul mercato europeo: il nuovo sistema di quote diventa più stringente. Il secondo riguarda i divieti progressivi su determinati prodotti, apparecchiature e usi. Il terzo riguarda il rafforzamento di obblighi già centrali nel settore, come la prevenzione delle perdite, la manutenzione corretta, il recupero del refrigerante, la certificazione e la formazione del personale. La Commissione europea riassume infatti le misure chiave del regolamento proprio in questi punti: phase-down più rapido, ulteriori divieti, controlli, recupero e requisiti di conformità.

L’impatto concreto su climatizzatori e pompe di calore

Per chi lavora nella climatizzazione, la parte più concreta della norma è quella che riguarda le scadenze. Dal 1° gennaio 2025 sono stati già vietati i sistemi single split contenenti meno di 3 kg di F-Gas con GWP pari o superiore a 750. Per gli split aria-acqua fino a 12 kW con F-Gas con GWP pari o superiore a 150 il divieto scatta dal 1° gennaio 2027, mentre per gli split aria-aria fino a 12 kW con la stessa soglia il riferimento è il 1° gennaio 2029. Per gli split fino a 12 kW il percorso regolatorio prosegue fino al 2035, quando saranno in linea generale vietati i sistemi che si basano su F-Gas, salvo eccezioni legate ai requisiti di sicurezza.

Un altro passaggio da non sottovalutare riguarda la manutenzione. Il regolamento prevede che l’uso di F-Gas con GWP pari o superiore a 2.500 per la manutenzione o l’assistenza di apparecchiature di climatizzazione e pompe di calore sia vietato dal 1° gennaio 2026. Questo significa che la normativa non incide solo sui nuovi impianti, ma anche sulla gestione tecnica di molti impianti esistenti.

Perché la normativa F-Gas è importante

La nuova normativa F-Gas 2024 è importante perché ha effetti pratici su più livelli. Prima di tutto incide sulle scelte di mercato: produttori, distributori, progettisti e installatori sono spinti verso tecnologie e refrigeranti con un impatto climatico più basso. In secondo luogo, rende ancora più rilevante la corretta manutenzione degli impianti, perché la prevenzione delle perdite diventa centrale non solo dal punto di vista tecnico, ma anche normativo. Infine, obbliga chi gestisce edifici e impianti a ragionare in ottica più lungimirante: scegliere oggi una soluzione poco sostenibile può voler dire trovarsi domani con maggiori vincoli, costi e difficoltà di assistenza.

C’è poi un dato che aiuta a capire il senso di questa evoluzione normativa. La Commissione europea segnala che tra il 2015 e il 2023 nell’UE le emissioni totali di F-Gas sono diminuite del 32,8% e quelle degli HFC del 31,4%. Questo conferma che intervenire su quote, divieti e controlli produce effetti reali e spinge il settore verso una transizione concreta.

Chi è coinvolto e cosa significa in Italia

La normativa coinvolge produttori, importatori, distributori, imprese certificate, manutentori, operatori e proprietari di impianti. La Commissione europea ricorda che tecnici e imprese che installano, mantengono, riparano, smantellano, controllano le perdite o recuperano gas devono essere adeguatamente formati e certificati.

In Italia restano centrali anche gli strumenti operativi già utilizzati nel settore. La Banca Dati gas fluorurati è il punto di riferimento per venditori, installatori, manutentori e operatori di apparecchiature contenenti gas fluorurati. EcoCamere indica inoltre che devono iscriversi al Registro nazionale le imprese e le persone che svolgono attività di installazione, riparazione, manutenzione e smantellamento di apparecchiature interessate.

Guardare oltre l’adempimento della normativa

Ridurre la nuova normativa F-Gas 2024 a un semplice adempimento sarebbe un errore. Questa disciplina incide sul modo in cui si progettano, si installano e si mantengono gli impianti di climatizzazione e le pompe di calore. Per questo, oggi più che mai, è importante affidarsi a un partner tecnico aggiornato, capace di leggere la norma, gestire correttamente la manutenzione e orientare le scelte verso soluzioni conformi, efficienti e più sostenibili nel tempo.