Obbligo BACS: cosa deve sapere il progettista

5 Agosto 2026 | News, Normativa e incentivi

L’obbligo dei BACS (Building Automation and Control Systems) negli edifici non residenziali è una delle novità di maggiore impatto operativo introdotte dal nuovo quadro normativo sulle prestazioni energetiche (Decreto Requisiti Minimi 2025). Per progettisti e studi tecnici che lavorano su uffici, strutture del terziario e patrimonio pubblico, significa che i sistemi di automazione e controllo non sono più un’opzione a valore aggiunto, ma un requisito da verificare, dimensionare e documentare fin dalle prime fasi del progetto.

Quando scatta l’obbligo dei BACS

L’obbligo riguarda gli edifici non residenziali dotati di impianti termici con potenza nominale utile superiore a 290 kW. La classe di efficienza richiesta è la B o superiore, secondo la norma UNI EN ISO 52120-1. Rispetto al passato, la novità principale è l’ampliamento della platea: l’obbligo, prima limitato alle nuove costruzioni e alle ristrutturazioni importanti di primo livello, si estende ora anche alle ristrutturazioni di secondo livello e alle riqualificazioni energetiche.

Questo significa che una quota molto più ampia di interventi sul patrimonio esistente ricade oggi nell’obbligo. Considerando che gran parte degli edifici del terziario e pubblici italiani è datata e sconta impianti privi di automazione evoluta, il tema tocca da vicino la maggior parte dei progetti di riqualificazione di una certa dimensione.

Le condizioni di fattibilità e la deroga all’obbligo dei BACS

L’obbligo non è assoluto. È subordinato a due condizioni precise: l’installazione deve essere tecnicamente realizzabile e deve garantire, al netto di qualunque incentivo o beneficio fiscale, un tempo di ritorno semplice dell’investimento inferiore a sei anni. Quando queste condizioni non sono soddisfatte, è possibile derogare, ma la mancata installazione dei BACS deve essere motivata dal progettista all’interno della relazione tecnica, documentando le ragioni tecniche o economiche.

Le classi di efficienza: perché la classe B non è un traguardo scontato

La norma UNI EN ISO 52120-1, che dal novembre 2022 ha sostituito la precedente UNI EN 15232, classifica i sistemi di automazione in quattro classi di efficienza crescente, dalla D alla A. La classe D corrisponde a impianti tradizionali privi di automazione e non ammissibili nei nuovi edifici, la C rappresenta lo standard di base, la B un livello avanzato e la A l’alta prestazione con funzioni evolute.

La classe non è una caratteristica del singolo dispositivo, ma dell’intero sistema: non esiste il termostato in classe B, esiste l’impianto in classe B. Di conseguenza la classe si raggiunge combinando in modo coordinato le funzioni di controllo sui vari servizi, dal riscaldamento alla ventilazione, dall’illuminazione alle schermature solari, e va asseverata dal progettista secondo la specifica tecnica UNI/TS 11651. Va inoltre tenuto presente che, in ambito non residenziale, alcune funzioni richiedono un livello di automazione particolarmente spinto per essere soddisfatte pienamente, il che sposta di fatto l’asticella progettuale verso soluzioni più evolute della semplice regolazione ambiente. Verificare fin dall’inizio quali funzioni servono per centrare la classe richiesta evita di scoprire in corso d’opera che l’impianto previsto non basta.

Il ruolo della relazione tecnica e dell’asseverazione

Come per le altre novità del decreto, il fulcro documentale è la relazione tecnica. È qui che il progettista attesta la classe di efficienza raggiunta dal sistema di automazione, oppure motiva l’eventuale deroga con il calcolo del tempo di ritorno. L’asseverazione della classe secondo la UNI/TS 11651 è lo strumento che dà valore formale a questa verifica, consentendo di dimostrare in modo trasparente la conformità del sistema realizzato.

Sul piano operativo, questo significa che la valutazione dei BACS entra nel progetto molto presto, insieme alla scelta dei generatori e al dimensionamento dell’involucro. Anche in caso di sostituzione del generatore di calore, del resto, il decreto richiede dispositivi autoregolanti in grado di controllare la temperatura per singolo vano o zona, con la stessa logica di fattibilità tecnico-economica.

Uno sguardo al medio periodo sull’obbligo dei BACS

L’obbligo dei BACS non è un episodio isolato, ma parte di una direzione europea più ampia verso edifici sempre più intelligenti e capaci di dialogare con la rete energetica. Nei prossimi anni è atteso un ruolo crescente di indicatori legati al grado di predisposizione tecnologica degli edifici, per i quali i BACS costituiscono l’infrastruttura abilitante. Chi progetta oggi tenendo conto di questa traiettoria consegna al committente un edificio non solo conforme, ma pronto a evolvere, con un valore che si mantiene nel tempo. In un contesto come quello del Trentino-Alto Adige, dove la qualità costruttiva e l’attenzione all’efficienza energetica sono radicate, questo approccio integrato rappresenta un vantaggio competitivo concreto per il progettista.

Automazione come scelta progettuale, non come adempimento

Affrontare l’obbligo dei BACS con competenza significa trasformare un requisito normativo in un’opportunità: impianti più efficienti, gestione semplificata e maggiore soddisfazione del committente. La chiave sta nel considerare l’automazione fin dalla fase di progetto, con una verifica accurata delle funzioni necessarie a raggiungere la classe richiesta.

Affidati ai professionisti di Sester per verificare la soluzione di automazione più adatta ai tuoi progetti nel non residenziale e definire insieme il percorso più efficiente verso la conformità.