Evacuatori fumo e calore: sistemi forzati e sistemi naturali

21 Gennaio 2021 | News

I sistemi di evacuazione prevedono la progettazione e l’installazione di evacuatori di fumo e calore in grado di convogliare all’esterno i fumi generati da un eventuale incendio in un luogo chiuso. 

Esistono prevalentemente due sistemi di evacuazione, naturale e forzato. I primi, abbreviati con l’acronimo SENFC, sfruttano le differenze di temperatura e di densità dei fumi, i secondi (SEFFC) utilizzando l’energia prodotta da ventilatori. Questi ultimi sono complementari ai sistemi naturali di evacuazione, ed estremamente necessari in quei casi in cui vincoli architettonici o ambientali non consentirebbero un corretto funzionamento dei sistemi di evacuazione naturale. 

 

Perché sono importanti gli evacuatori fumo e calore in caso di incendio? 

Per molto tempo, le misure di contrasto agli incendi in luoghi chiusi si sono concentrate soprattutto sull’estinzione del fuoco. Tuttavia, è ormai assodato che a causare il maggior numero di vittime durante un incendio non è il contatto con le fiamme, ma l’asfissia e l’intossicazione che occorre a causa della respirazione di fumi caldi

Per questo motivo sono più efficaci quelle misure di prevenzione che prevedono evacuatori di fumo e calore, perché: 

  • riducono il rischio di asfissia;
  • migliorano le condizioni di visibilità per consentire una più veloce individuazione delle vie di uscita per le persone che sono all’interno;
  • aumentando la visibilità si facilita e si velocizza anche l’intervento delle squadre di soccorso; 
  • l’evacuazione del calore abbassa la temperatura all’interno dei locali, riducendo così le sollecitazioni sulle strutture portanti indotte dall’effetto termico.

Differenza tra evacuazione naturale ed evacuazione forzata

I sistemi di evacuazione naturale dei fumi e del calore (SENFC) sfruttano sostanzialmente il semplice effetto di afflusso dei fumi verso l’esterno ottenuto tramite la depressione interna (“effetto camino”). Questi sistemi prevedono la progettazione di dispositivi a soffitto e/o a parete che aprendosi favoriscono l’uscita dei fumi e del calore. Non tutti gli edifici però possono sfruttare questo principio per l’esistenza di vincoli architettonici come nel caso di edifici a più piani, locali interrati o seminterrati o mancanza di superficie utile per l’apertura

In questi casi l’evacuazione dei fumi e del calore deve avvenire in maniera “forzata”, ovvero movimentando i fumi caldi attraverso ventilatori elettrici (motivo per cui l’impianto elettrico deve essere progettato in modo tale da erogare energia elettrica anche in caso di interruzione della fornitura principale).

Un’altra differenza tra il sistema di evacuazione forzata e quello naturale, riguarda il calcolo della portata (dimensionamento). La portata di un SENFC è autoregolante in quanto varia in funzione della temperatura. In un sistema di evacuazione forzato invece la portata fissa va dimensionata in fase di progetto. Devono cioè essere progettati in modo specifico per garantire l’espulsione di un determinato quantitativo di volumi d’aria ad una determinata temperatura. 

 

La normativa che regola sistemi forzati di evacuazione

In Italia molte attività commerciali, ma anche il settore terziario e industriale, sono soggette ai controlli di Prevenzioni Incendi e dunque al rispetto di specifiche prescrizioni definite dalla legge. Tra le regole tecniche espresse dal legislatore è contenuto un richiamo esplicito all’impiego di Sistemi di evacuazione di fumo e calore. 

La normativa di riferimento è la UNI 9494-2:2017, recepita in Italia dal Decreto Ministeriale del 20 dicembre 2012, che disciplina la progettazione, la costruzione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti antincendio. 

La norma si applica in modo specifico ad ambienti di altezza pari ad almeno 3 metri e con una superficie minima di 600 m2 e una superficie massima di 1600 m2. Contiene prospetti e procedure per il calcolo delle altezze libere da fumo, al fine di poter rispettare i requisiti imposti dai diversi livelli di protezione. Rimangono fuori da queste prescrizioni ambienti a rischio di esplosione, corridoi e  corridoi con scale. 

Per le superfici minori di 600 m2  o maggiori di 1600 m2  la norma non esclude la possibilità di installare sistemi di evacuazione forzata qualora ne sia riscontrata la necessità tramite appositi approfondimenti tecnici. 

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