Controllo di efficienza energetica degli impianti HVAC

29 Settembre 2026 | Impianti HVAC, News, Normativa e incentivi

Il controllo di efficienza energetica è uno degli strumenti previsti dalla legge per verificare le prestazioni degli impianti termici. Il riferimento nazionale è il DPR 74/2013 che disciplina esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti destinati alla climatizzazione degli edifici.

Essere in regola con i controlli previsti ci dà un quadro completo di come sta funzionando l’impianto e la verifica restituisce informazioni sulle sue condizioni nel momento in cui viene effettuata. Per chi desidera avere una visione più continuativa dell’andamento dell’impianto, tra un controllo e quello successivo è possibile introdurre soluzioni di monitoraggio che consentono di tenere sotto controllo eventuali variazioni di rendimento, anomalie o progressivi scostamenti dai parametri ottimali.

È proprio in questo intervallo che il monitoraggio continuo degli impianti può diventare uno strumento utile per energy manager, facility manager e responsabili tecnici.

Cosa prevede il controllo di efficienza energetica

Il controllo di efficienza energetica serve a verificare le prestazioni degli impianti di climatizzazione interessati dalla normativa. Nel caso dei generatori a combustione, le operazioni comprendono le verifiche previste sul rendimento di combustione; per le altre tipologie di impianto cambiano controlli e parametri da considerare.

Gli esiti vengono riportati nel rapporto di controllo di efficienza energetica, che entra a far parte della documentazione dell’impianto insieme al relativo libretto.

In Provincia autonoma di Trento interviene inoltre il SIRE, il Sistema Informativo Risorse Energetiche, il catasto informatizzato degli impianti termici. La registrazione dei dati sulla piattaforma sostituisce la trasmissione cartacea ad APRIE del rapporto di controllo e la Provincia specifica che il manutentore deve registrare i risultati delle manutenzioni effettuate entro trenta giorni dalla visita.

Periodicità, tipologia di controllo e adempimenti variano in funzione delle caratteristiche dell’impianto. Per approfondire questi aspetti ti invitiamo a consultare il nostro articolo dedicato alla manutenzione ordinaria degli impianti HVAC.

Il limite del controllo puntuale: cosa succede tra una scadenza e l’altra

Un controllo periodico risponde a una domanda precisa: in quali condizioni si trova l’impianto quando viene verificato?

Non può però raccontare tutto ciò che accade nei mesi che separano una verifica da quella successiva.

Un impianto HVAC è un sistema dinamico. Le condizioni di esercizio cambiano con le stagioni, con l’occupazione dell’edificio e con i carichi richiesti. Nel frattempo possono verificarsi fenomeni graduali: uno scambiatore che si sporca, una regolazione che non risponde più in modo ottimale alle condizioni reali dell’edificio, temperature di mandata o ritorno che iniziano a discostarsi dai valori attesi oppure un componente che lavora più a lungo del previsto.

Non necessariamente si tratta di un guasto. Ed è proprio questo il punto.

L’impianto può continuare a funzionare, garantendo apparentemente il servizio richiesto, ma farlo in condizioni progressivamente meno efficienti. Se l’unico momento di osservazione approfondita coincide con il controllo periodico, lo scostamento potrebbe emergere soltanto alla verifica successiva o quando produce conseguenze sufficientemente evidenti.

Per chi gestisce edifici complessi, quindi, rispettare la scadenza normativa rappresenta il punto di partenza, non necessariamente l’intero sistema di gestione dell’efficienza.

Dal dato puntuale al dato continuo: cosa cambia con il monitoraggio

Il monitoraggio continuo degli impianti HVAC permette di osservare ciò che accade proprio tra un controllo e l’altro.

Attraverso sistemi di supervisione e building automation è possibile raccogliere e storicizzare parametri di funzionamento provenienti dall’impianto e metterli a disposizione di chi ne gestisce l’esercizio. A seconda dell’architettura adottata possono essere monitorati, per esempio, temperature, stati di funzionamento, setpoint, orari, allarmi e altri dati utili a valutare il comportamento del sistema.

Il vantaggio non sta semplicemente nell’avere più dati, ma nel poterli leggere nel tempo.

Una singola misura descrive una condizione. Una serie storica può invece mettere in evidenza uno scostamento progressivo, una ricorrenza o un comportamento anomalo che merita di essere approfondito.

Un BMS (Building Management System) rappresenta una delle soluzioni attraverso cui realizzare questa supervisione negli edifici più articolati, integrando la gestione degli impianti HVAC con altri sistemi tecnici.

Il monitoraggio non sostituisce il controllo di efficienza energetica previsto dalla normativa e non ne modifica scadenze o documentazione. I due strumenti hanno finalità differenti: il controllo periodico risponde a un preciso adempimento, mentre la supervisione permette di conoscere con maggiore continuità il comportamento dell’impianto durante l’esercizio.

Cosa cambia in pratica per chi gestisce l’impianto

Consideriamo un edificio del terziario dotato di più unità di climatizzazione.

Se la gestione si basa prevalentemente sulle verifiche periodiche e sulla segnalazione di eventuali guasti, un’anomalia lieve può rimanere poco evidente per un certo periodo. L’impianto continua a funzionare e il problema viene individuato quando genera un allarme, incide sensibilmente sul comfort oppure emerge durante un controllo.

Con un sistema di supervisione, il responsabile tecnico dispone invece di informazioni sull’andamento dell’impianto durante l’esercizio. Se un parametro comincia a discostarsi dal comportamento abituale, il dato può diventare un’indicazione da approfondire prima che si trasformi in un’anomalia più significativa.

Questo cambia soprattutto il momento in cui è possibile prendere una decisione.

Per un facility manager significa avere più elementi per programmare gli interventi sulla base delle condizioni osservate. Per un energy manager significa poter confrontare nel tempo funzionamento e consumi. Per il manutentore significa arrivare all’intervento con una conoscenza più precisa di ciò che è accaduto all’impianto.

Il risultato è un approccio in cui controllo normativo, manutenzione e monitoraggio non sono attività separate, ma parti di una gestione più consapevole dell’impianto durante tutto il suo ciclo di esercizio.

Il team tecnico di Sester supporta aziende, progettisti e responsabili degli impianti nella scelta delle soluzioni tecnologiche più performanti nella gestione dei controlli di efficienza energetica.

Contattaci per una consulenza tecnica.

Le immagini a corredo di questo articolo sono generate con il supporto dell’intelligenza artificiale.