Gli incentivi per le pompe di calore nel 2026 hanno cambiato le regole del gioco, e il punto di svolta ha un nome preciso: il passaggio dal COP allo SCOP come parametro di riferimento per l’efficienza. Da questo cambiamento dipendono la scelta della macchina, la documentazione da produrre e, in ultima analisi, la possibilità stessa di accedere a Ecobonus, Bonus Casa e Conto Termico.
Vediamo cosa è cambiato concretamente, quali verifiche entrano ora nella relazione tecnica e perché una progettazione fatta con metodo si trova, di fatto, già allineata alle nuove regole.Â
Cosa è cambiato con il D.Lgs. 5/2026
La novità nasce dal Decreto Legislativo 9 gennaio 2026 n. 5, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 gennaio 2026 ed entrato in vigore il 4 febbraio 2026. Il decreto recepisce la Direttiva europea RED III e riscrive quasi integralmente l’Allegato IV del D.Lgs. 199/2021, ossia il testo che fissa i requisiti tecnici minimi degli impianti a fonti rinnovabili che accedono agli incentivi statali.
Il senso della riforma è questo: gli incentivi non premiano più semplicemente la presenza di una tecnologia rinnovabile, ma la sua capacità di garantire prestazioni misurabili e reali. L’Allegato IV distingue ora tra impianti che accedono agli incentivi e impianti che non vi accedono, alzando in entrambi i casi l’asticella delle prestazioni richieste.
Dal COP allo SCOP: perché il parametro conta davvero
Fino al 31 dicembre 2025 il criterio di riferimento per l’efficienza delle pompe di calore elettriche era il COP, il Coefficiente di Prestazione istantaneo. È un valore misurato in laboratorio a temperatura fissa: utile, ma parziale, perché fotografa la macchina in un momento ideale e non lungo l’arco di una stagione reale. Dal 2026 il riferimento diventa lo SCOP, il Coefficiente di Prestazione stagionale, affiancato dall’efficienza energetica stagionale, che descrivono come la pompa di calore si comporta davvero durante l’intero inverno, quando lavora a carico parziale e con temperature esterne variabili.
Per il progettista è un cambio di prospettiva prima ancora che di numeri. Nei climi italiani, con carichi variabili e funzionamento modulante, la prestazione stagionale è molto più rappresentativa dei consumi effettivi di quanto non lo fosse il dato istantaneo. In un contesto come quello del Trentino-Alto Adige, dove la stagione di riscaldamento è lunga e le temperature di progetto sono basse, valutare la macchina sul comportamento stagionale non è una formalità : è il modo per garantire al committente che l’impianto renderà davvero quanto promesso, e che l’incentivo non verrà messo in discussione in fase di controllo.
Le soglie da conoscere per gli incentivi sulle pompe di calore
L’accesso agli incentivi per le pompe di calore è ora subordinato al rispetto dei requisiti di ecoprogettazione, calcolati sulla zona climatica di riferimento europea denominata average. Le soglie variano in funzione della tipologia di macchina. Per fare un esempio concreto, una pompa di calore aria/acqua deve garantire uno SCOP non inferiore a 2,825 e un’efficienza energetica stagionale almeno pari al 110%, mentre per le unità aria/aria di piccola taglia i valori richiesti sono più alti e differenziati a seconda del refrigerante impiegato. In breve, le macchine di fascia bassa o non progettate per un uso continuo nel clima italiano restano di fatto escluse dai bonus.
La relazione tecnica diventa il documento chiave
È forse l’aspetto più rilevante sul piano operativo. Con le nuove regole, la relazione tecnica prevista dall’articolo 8 del D.Lgs. 192/2005 diventa il documento in cui il rispetto dei requisiti dell’Allegato IV deve trovare riscontro analitico. Una copia della relazione viene inoltre trasmessa al GSE per il monitoraggio, e i Comuni possono richiamarla in caso di verifiche.
In concreto, per un impianto con pompa di calore elettrica che accede agli incentivi, la relazione dovrà attestare la conformità della macchina ai requisiti di ecoprogettazione con riferimento alla zona climatica average, la presenza delle valvole termostatiche a bassa inerzia termica sui corpi scaldanti oppure la motivazione dell’eventuale deroga e, nel caso dei sistemi ibridi, l’asseverazione di compatibilità tra i generatori e la descrizione del sistema di controllo.
Sistemi ibridi e regolazione: le altre condizioni per accedere agli incentivi pompe di calore
Il decreto disciplina in modo esplicito i sistemi ibridi, riconoscendo diverse configurazioni incentivabili, dai sistemi assemblati in fabbrica a quelli realizzati integrando una pompa di calore su una caldaia esistente. In tutti i casi il filo conduttore è la qualità dell’integrazione: serve un sistema di controllo che dia priorità di funzionamento alla pompa di calore rispetto al generatore di supporto e, quando i due generatori sono di produttori diversi, l’asseverazione di un tecnico che ne garantisca la compatibilità e il dialogo.
A questo si aggiunge un obbligo trasversale a quasi tutti gli interventi incentivati: l’installazione di valvole termostatiche a bassa inerzia termica, o di altri sistemi di regolazione modulante, su tutti i corpi scaldanti, salvo i casi di deroga tecnicamente motivata.Â
Portale ENEA e adempimenti: la situazione oggi
Sul piano pratico, l’entrata in vigore del decreto aveva reso necessario un adeguamento dei sistemi informatici. Il portale ENEA per i bonus fiscali era stato temporaneamente sospeso per i lavori avviati dal 4 febbraio 2026 ed è tornato pienamente operativo dal 25 giugno 2026. Per gli interventi rimasti congelati durante la sospensione, il termine ordinario di 90 giorni per la trasmissione della scheda descrittiva decorre dalla data di riapertura, senza alcuna perdita del beneficio fiscale.
Resta comunque una fase di transizione in cui alcuni documenti applicativi e chiarimenti sono in via di allineamento. Per questo la verifica puntuale dei requisiti tecnici prima della presentazione della pratica, e non a valle dell’installazione, è oggi più che mai il modo migliore per tutelare committente e progettista. Vale la pena ricordare che le regole possono evolvere con ulteriori decreti attuativi e linee guida, quindi è sempre opportuno verificare lo stato aggiornato prima di chiudere un intervento.
Progettare in modo integratoÂ
Il nuovo quadro degli incentivi premia chi affronta il progetto in modo integrato, dalla scelta della macchina alla regolazione, fino alla documentazione tecnica. Affrontarlo con il giusto supporto significa ridurre il rischio di contestazioni e offrire ai propri committenti soluzioni realmente efficienti e conformi.
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